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Nicola Farronato

The Vision

“La fabbrica della felicità:
Be Smile at work».

Nicola Farronato, vulcanico imprenditore veneto trapiantato in Irlanda, colpisce molto per la sua positività, determinazione e per la capacità di avere una visione. Nel 2006 scrive un libro, “La fabbrica della felicità”, una rivisitazione della fabbrica di Charlie Chaplin in Tempi Moderni, in cui la fabbrica è un luogo dove contano la soddisfazione personale e la felicità, e proprio questa è la miccia di MySmark.

ABOUT NICOLA FARRONATO

Nato in Veneto, completa gli studi in economia e commercio estero a Venezia e lavora per i primi 10 anni della sua carriera per PMI venete. Ha lavorato in quello che è il Made in Veneto nel Mondo in tre grandi settori manifatturieri: il settore del gioiello; il distretto del mobile e il distretto dell’attrezzo sportivo. Poi si è appassionato di imprenditorialità e start-up collaborando con progetti start-up in ambito Biotech. Lascia per la seconda volta un posto di lavoro comodo e fisso, elabora una business idea e parte per l’Irlanda per creare una start-up e accelerare la sua idea. Perché in Irlanda? Perchè dopo aver girato l’Italia in cerca di sponsor ha trovato un riscontro positivo in un acceleratore irlandese (NDRC) che è uno dei principali acceleratori del Nord Europa per quello che riguarda prodotti e progetti digitali. Nel 2011 vince la start-up competition irlandese. L’esperienza in Irlanda dura 8 anni approda a Parigi dove frequenta la community start-up della capitale francese. Qui è nato un progetto sul turismo, VCNY (Veneto Chinese New Year). Il progetto è nato con l’idea di cogliere il trend del turismo cinese millennials che viaggia in Italia ed in Europa. Nel 2019, ha colto l’opportunità di diventare il coordinatore del team innovazione della città di Torino e occuparsi della parte strategica del team innovazione a fianco dell’assessore. 
Torino City Lab nasce come piattaforma di Open Innovation con una città al centro e un ecosistema di corporate, R&D (capeggiati dalle due università di Torino) start-up, inventori, sperimentatori, FabLab, Maker. Tutte quelle categorie di produttori di innovazioni devono essere accelerati tramite determinati meccanismi virtuosi. Questo perchè oggi giorno la vera innovazione è un processo bottom-up, che viene dal basso. Le città stanno provando a sforzarsi di intercettare l’innovazione che viene dai giovani, dagli studenti, dagli startupper, dai maker. Le città del futuro dovranno creare strumentazioni, schemi, framework affinchè i giovani possano sempre di più diventare protagonisti dell’innovazione. 

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